La Stanza dei Pensieri
Non ne ho avuto molto il tempo, a dire il vero.La mostra di Casa Memoria, poi il momento di smontarla, di riporre ogni cosa. E subito dopo, quasi senza accorgermene, l'opportunità di portare Ombre di Coscienza oltre i confini del Comune, provando a farne qualcosa che parlasse non soltanto della memoria di un territorio, ma della memoria di tutti.
Ed ecco che, alla fine di agosto, mi ritrovo a giocare con Casa Memoria 2.0: un'installazione interattiva allestita, pensate un po', all'interno di uno spazio commerciale.
Da non credere.Funziona!
E pensare che Ombre di Coscienza era nato come una piccola idea. Qualche ritratto, qualche incontro e poco altro.
Oggi, guardandolo con un po' di distanza, mi accorgo che sta prendendo una forma che non avevo immaginato. Si sta strutturando, trasformandosi lentamente in un vero e proprio lavoro di ricerca antropologica.
Le fotografie, anche quelle analogiche, i documenti, le registrazioni audio e video iniziano a popolare il sito web, che è diventato un luogo centrale di raccolta, elaborazione e restituzione della memoria.Un archivio che cresce, una voce alla volta, un volto alla volta, una storia alla volta.
Ma c'è una cosa, più di tutte, che mi rende felice.
Nonostante la struttura si faccia sempre più articolata, nonostante arrivino nuove idee, collaborazioni e strumenti, Ombre di Coscienza non ha perso la sua parte più semplice e preziosa: la genuinità degli incontri.
Quella non è cambiata.
Sono rimasti gli sguardi, le parole dette quasi sottovoce, le mani che cercano una vecchia fotografia in fondo a un cassetto. Sono rimasti i racconti che iniziano con un sorriso e qualche volta finiscono con gli occhi lucidi.
E sono rimaste le emozioni.Quelle che non so bene dove mettere.Perché, per quanto possa impegnarmi a costruire un archivio ordinato, fatto di sezioni, sottopagine, fotografie e documenti, so già che non riuscirò mai a trovare un posto per conservare i brividi, le emozioni e qualche lacrima che le famiglie incontrate provano e, senza forse nemmeno rendersene conto, regalano anche a me.Eppure, se esistesse una sezione dedicata a tutto questo, sono certo che sarebbe quella con il maggior numero di reperti.Forse anche i più preziosi.
Allora approfitto di queste poche righe, di questo ritorno nella mia piccola stanza dei pensieri, per fermarmi un istante.Chiudere gli occhi.E concedermi un sorriso.
Non per celebrare qualcosa di compiuto, perché siamo soltanto all'inizio, ma per riconoscere, almeno per un momento, la strada percorsa.
Ci sono ancora tante cose da fare, materiali da raccogliere, persone da incontrare. E almeno un paio di quelle che mi piace chiamare "ideuzze" aspettano pazientemente di trovare il modo di diventare realtà.Ci vorrà tempo. E pazienza.
Ma, in fondo, la memoria non ha mai avuto fretta.
E forse è proprio questo il momento giusto per dire grazie.
Grazie a chi apre una porta, a chi racconta, a chi ascolta, a chi mette a disposizione un ricordo, una fotografia, un po' del proprio tempo. A chi collabora, a chi incoraggia e anche a chi, semplicemente, si ferma a guardare.
Perché Ombre di Coscienza sta crescendo, ma continua a vivere di ciò che ciascuno di voi sceglie di lasciargli.
E questa, più di ogni altra cosa, è una bella ragione per sorridere.

